
Siamo un gruppo di studenti, autodefinitesi “temerari”, della Facoltà di Psicologia di Padova.
Siamo venuti a conoscenza del Progetto di Riordino delle Scuole di Specializzazione presso le facoltà di Medicina, risalente al luglio 2002, redatto dal gruppo di lavoro coordinato dal prof. Pinchera.
Il Progetto prevede l’inserimento della Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica, post-lauream per il vecchio ordinamento e post-laurea specialistica per il nuovo ordinamento, presso le Facoltà di Medicina. Non solo la loro struttura fisica è già all’interno di molte Facoltà di Medicina italiane ma, in modo subdolo, si sta cercando di cancellare l’identità storico-culturale della Psicologia Clinica inglobandola all’interno del modello medico.
Così facendo si snatura il significato epistemologico della Psicologia Clinica, a questo proposito vorremmo ricordare che una scelta teorica di tipo pragmatico deve sempre essere legata ad un criterio epistemologico di adeguatezza
L ‘art 1 della legge 56/89 prevede che lo Psicologo, quindi anche quello Clinico, rappresenti una figura professionale in grado di svolgere una funzione non solo di diagnosi ma soprattutto di prevenzione, includendo attività quali quelle di abilitazione e riabilitazione, di sostegno, di sperimentazione, di ricerca (grazie al DDL Moratti non pagata) e di didattica in ambito psicologico. Tali attività sono rivolte alla persona, ma anche al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità
Il progetto del prof. Pinchera per la specializzazione in Psicologia Clinica prevede un test d’ingresso prettamente di stampo medico, 3 anni di percorso di studi con discipline mediche e 2 anni di studi pseudo-psicologici, una spolverata di argomenti di psicologia generale che potrebbe essere accettabile forse in un biennio della laurea specialistica, ma non certo adeguati ad una scuola di specializzazione. La cosa interessante è che nella legislazione europea la psicologia clinica non è prevista come specializzazione medica. Da domani lo specializzato in clinica, ancor più medico, sarà l’unico che potrà entrare nel SSN, nel ruolo di psicologo clinico. Tutto viene ricondotto ad un modello psichiatrico, in base all’assunto che tende a considerare anche gli argomenti e le discipline più squisitamente psicologiche come riferibili ad un sapere di tipo medico.
Questa dequalificazione delle scuole di specializzazione è il risultato di una svalutazione, già a monte, della laurea in psicologia, partita con la riforma universitaria del 1999, che prevede, tre anni di prima formazione che porta al possesso della qualifica di dottori in tecniche psicologiche della sezione b (ma cosa significa?? Saranno tecnici delle scienze psicologiche…insomma potranno somministrare test ma non potranno interpretarli?..interessante!)
-due anni della laurea specialistica,dove si formeranno i dottori in psicologia (psicologi) a tutti gli effetti. E quelli che si fermeranno al triennio? Sono sempre dottori..ma di serie b..quindi in realtà, se si può parlare di realtà, saranno tecnici..e gli altri..dottori..de che? Il ciclo unico è più formativo e la vecchia laurea in psicologia lasciava uno spazio di pensiero critico diverso agli studenti, i corsi strutturati in 90 o 60 ore di frequenza permettevano una relazione con il docente, discussioni in classe, possibilità di ampliare le conoscenze inerenti al corso e non solo.
C’è un progetto a monte, ripetita iuvant, di dequalificare la laurea in psicologia, perché se alla fine saremo tecnici, non potremmo più essere dottori e tenerci di conseguenza le Scuole di Specializzazione, quindi chi se le prende?? MEDICINA..perché sono solo loro i veri dottori.
L’unica cosa che ci permetterà di mantenere una dignità della nostra figura professionale sarà di ristabilire un percorso di studio unitario quinquennale, che ci darà il diritto di mantenere attive e di consolidare le nostre scuole di specializzazione.
Noi quindi chiediamo: che la Specializzazione in Psicologia Clinica possano conseguirla solo chi è in possesso della laurea in psicologia; il miglioramento della qualità didattica; lo spostamento fisico delle suddette scuole, in quanto non ha senso che le loro sedi siano a Medicina; le borse di studio ai laureati iscritti alle scuole, senza per questo farle rientrare nell’area medica; più professori di area psicologica e meno medici.
Studenti svegliatevi!!!!!!!!!!!!!!!
Psicologi, alzate lo sguardo dai pazienti,e facciamo qualcosa di serio-
Grazie
Per il Coordinamento nazionale degli studenti delle Facoltà e dei Corsi di laurea in Psicologia
I “temerari”, Nadia Bonato, Marlene Evelin Gugliotti, Monica Ottarda, Claudia Stefani.
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